Miscellanea, Volume 13

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Popular passages

Page 24 - ... sua dal principio del mondo, e trattò con maravigliosa catena tanta varietà di cose; e nondimeno scorse in minor numero di libri, che non fé' Omero nella Iliade, e che non fece nella Odissea quantunque l'una e l'altra di esse contenessero una sola azione. Non fu dissimile a Ovidio Pisandro 21 appresso a' Greci nel trattare diversità di cose, perché anch'egli cominciò l'opera sua dalle nozze di Giunone e di Giove, e seguitò scrivendo tutto quello ch'era avvenuto insino a...
Page 100 - ... sono quelli che pregiano coloro che tratti da non so qual maniera di favella spagnuola , hanno messo tra le rose della lingua italiana (che così parlerò pur ora anch'io) queste pungenti spine, e tra i liquidi e puri suoi fonti questo fango, per intorbidargli, che sebbene questa forma di dire è lodata da alcuni nella lingua spagnuola, non conviene ella alla nostra in modo alcuno , e se pure talora conviene in qualche parte, non conviene nel parlare a vicenda; il quale vuole essere nudo, chiaro,...
Page 29 - Bernia tra' toscani , e tutti coloro che per loro principale esercizio a quel modo han scritto ch' egli scrisse, e infelici mi paiono quegli ingegni che spendono le lor buone ore in così fatte scritture , piene di nascosa disonestà e di materie plebee, che sol dilettano a salcicciai ed a simili sorti di genti.
Page 151 - Laonde mi pare che molto giudiziosamente facesse quel dipintore che volendo sotto bella imagine mostrarci quel che valesse nello scrivere l'uno e l'altro di questi due poeti , gli finse ambedue in un verde e fiorito prato che egli avea dipinto sul colle d'Elicona, e diede in mano a Dante una falce, il quale (avendo la veste succinta alle ginocchia) la menava a cerco, tagliando ogni erba ch'egli con la falce incontrava. E gli dipinse di dietro il Petrarca che vestito di veste senatoria giva scegliendo...
Page 132 - La satira é imitazione di azione perfetta di dicevole grandezza, composta al giocoso ed al grave con parlar soave, le membra della quale sono insieme al suo luogo per parte, e per parte divise, rappresentata a commovere gli animi a riso , ed a convenevole terrore e compassione.
Page 99 - ... venuto a solvere il digiuno del mio cuore alla mensa della serena fronte vostra, ove amore dispensa il cibo, onde mi pasco dal vago degli occhi vostri, come dal dolce di ogni dolce. « Edificato ho il muro delle mie speranze su la ferma pietra della mia fede, e con gli chiovi della servitù fissi nelle travi del desiderio, ho edificata una stanza al mio cuore nel soave piano delle vostre bellezze; e alle finestre del discorso, giorno e notte lo miro e lo contemplo. « Con qual vaso di mente torrò...
Page 73 - ... nostri padri nella lingua italiana , i quali si servivano delle latine, facendole volgari. Il qual costume è durato in sin che i nostri uomini hanno mostrato che la natura non è loro stata così nemica che non abbia lor dato ingegno, e...
Page 28 - I I più leggiadri giovani, ei più forti Quasi son giunti al fine; Da queste aspre ruine Tutte siam state lungamente offese : Chi per soverchie spese Ha visto il caro albergo impoverito ; Chi ne le rotte squadre, Lassa, v'ha perso il padre,' Chi '1 figlio, chi '1 fratello, e chi '1 marito; Chi s...
Page 22 - Acaiche, e altrove in molti luoghi), e volesse in un solo poema descrivere tutta la lor vita, e tutte le illustri azioni dell'uno e dell'altro per porre innanzi agli occhi di chi leggesse una onorata e lodevole vita di valoroso uomo, come fé...
Page 20 - Aristotile (quantunque altri senta altrimente ) , è non di meno ciò di molta loda nella comedia: e questo ha fatto riuscire maravigliose le favole di Terenzio. E doppia chiamo io quella favola, la quale ha nella sua azione diverse sorti di persone in una medesima qualità, come due innamorati di diverso ingegno, due vecchi di varia natura, due servi di contrari costumi, ed altre tali, come si vede nell'Andria e nelle altre favole del medesimo poeta; ove è chiaro che queste simili persone di dissimili...

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