Miscellanea, Volume 85

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Page 11 - Benedetta, infino a tanto che io non potessi più degnamente trattare di lei. E di venire a ciò io studio quanto posso, sì com'ella sa veracemente. Sicchè, se piacere sarà di Colui per cui tutte le cose vivono, che la mia vita per alquanti anni perseveri, spero di dire di lei quello che mai non fu detto di alcuna.
Page 50 - Grand' arco tra la ripa secca e '1 mezzo, Con gli occhi volti a chi del fango ingozza : Venimmo appie d
Page 24 - D' esser di là dal centro, ov' io mi presi Al pel del vermo reo che il mondo fora. Di là fosti cotanto quant' io scesi: Quando mi volsi, tu passasti il punto Al qual si traggon d'ogni parte i pesi; E se...
Page 10 - Sonetto, apparve a me una mirabile visione, nella quale io vidi cose che mi fecero proporre di non dir più di questa benedetta, infino a tanto che io non potessi più degnamente trattare di lei.
Page 21 - mperador del doloroso regno Da mezzo il petto uscia fuor della ghiaccia; E più con un gigante io mi convegno, Che i giganti non fan con le sue braccia: Vedi oggimai quant' esser dee quel tutto Ch' a cosi fatta parte si confaccia.
Page 10 - Appresso questo sonetto apparve a me una mirabile visione, ne la quale io vidi cose che mi fecero proporre di non dire più di questa benedetta infino a tanto che io potesse più degnamente trattare di lei.
Page 53 - Da questa lieta vista delle stelle Prendea la terra graziosi effetti , E rivestiva le sue parti belle Di nuove erbette e di vaghi fioretti ; E le sue braccia le piante novelle Avean di fronde rivestite , e stretti Eran dal tempo gli alberi a fiorire...
Page 43 - Lor corso in questa valle si diroccia : Fanno Acheronte , Stige e Flegetonta : Poi sen van giù per questa stretta doccia...
Page 42 - Rea la scelse già per cuna fida del suo figliuolo, e per celarlo meglio, quando piangea, vi facea far le grida. Dentro dal monte sta dritto un gran veglio, che tien volte le spalle inver Damiata, e Roma guarda come suo speglio.

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