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delitto, o per origine o domicilio, i rei di alcuno dei seguenti delitti :

1.o Di lesa Maestà si divina che umana, o di resistenza alla forza pubblica ;

2.o Di offese con vie di fatto ai Magistrati dell'ordine amministrativo e giudiziario nell'esercizio o per causa dell'esercizio delle loro funzioni, o di violenze ai custodi delle carceri, per cui sia seguita la fuga di qualche ditenuto ;

3.o Di falsificazione di scritture pubbliche o private di qualche importanza, di suggelli dello Stato, degli effetti, ponzoni, bolli e marchii pubblici, o di false giurate deposizioni, o di dolosa produzione in giudizio di tali scritture o deposizioni;

4.o Di furto di danaro o di effetti appartenenti allo Stato, o di fraudata amministrazione delle rendite del Sovrano, delle Comunità o dei pubblici stabilimenti ;

5.o D'incendii, esclusi gli involontari ;

6.o Di omicidii d'ogni genere, esclusi gli involontari ;

7.o Di ferimenti gravi con pericolo di morte;

8.o Di fabbricazione o spandimento doloso di falsa moneta; 9.o Di stupro o ratto violento;

10.o Di fallimento con dolo malo;

11.o Di grassazione o di altro furto violento qualsivoglia, estorsione di danaro od altra cosa non di ragione dovuta, di ́ riscatto con messaggi, biglietti od altri mezzi atti ad incutere ti

more;

12.o Di furto sacrilego o di peculato, i quali daranno luogo alla consegna, qualunque sia il valore dell'oggetto rubato, del pari che i furti ed i predamenti menzionati ne' precedenti paragrafi. Quanto all'abigeato ed agli altri furti qualificati, seguirà la consegna, se il valore del tolto ascenderà alla somma di lire duecento cinquanta nuove piemontesi, o lire trecento trentatrè, soldi sei e denari otto lucchesi; e riguardo poi agli altri furti

verrà il reo consegnato, se ne è recidivo, ed il valore dei vari oggetti rubati ecceda la somma di lire cinquecento nuove piemontesi, ossia di lire seicento sessantasei, soldi tredici, denari quattro lucchesi ;

13.o Di truffa, quando il valore di ciò che ne formò l'oggetto ecceda le lire cinquecento nuove piemontesi, ossia lire seicento sessantasei, soldi tredici, denari quattro lucchesi;

14.o Di calunnia rapporto ai delitti sovra menzionati ; 15.o Di complicità in alcuno di essi, unita a cooperazione, od anche di semplice attentato, purchè ridotto all'atto prossimo, e la esecuzione non abbia avuto luogo per circostanze indipendenti dalla volontà del delinquente.

II.

Sarà arrestato e consegnato ogni reo di alcuno degli anzi mentovati delitti, non solamente quando già ne fosse condannato, ma anche semplicemente inquisito, ad eccezione del calunniatore, di cui dovrà precedere la condanna.

III.

Per gli effetti della presente convenzione si intenderanno sudditi di origine, o legittimamente domiciliati quelli che saranno dichiarati tali dalle leggi del rispettivo Governo.

IV.

Qualora poi il delinquente appartenga per titolo d'origine o di legittimo domicilio al Governo requisito, e non appartenga all'altro per alcuna di questé qualità, non avrà luogo la di lui consegna al Governo richiedente, ma sarà dal primo condan

nato a seconda delle patrie leggi, ed in difetto di quelle, a seconda del diritto comune; a tal fine dal Giudice, nella cui giurisdizione sarà seguito il delitto, si trasmetteranno a quello del luogo, dove il reo è ditenuto, gli atti assunti onde possa il processo essere condotto a termine, giusta i regolamenti ivi vigenti; la sentenza dovrà essere comunicata dall'uno all'altro Governo per semplice notizia. Qualora per altro si trattasse di un fatto atroce e gravemente perturbante la pubblica tranquillità, commesso in uno dei due Stati in complicità tra sudditi di ambedue i Governi, si consegneranno i rei al Giudice del luogo del delitto, all'effetto dei confronti e degli esami necessari alla compita prova del medesimo, previi gli opportuni concerti da prendersi fra i rispettivi Giudici processanti, e si restituiranno poi per essere giudicati nello Stato richiesto.

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Chiedendosi la consegna di taluno, che avesse anteriormente delinquito nello Stato richiesto, sarà in facoltà del medesimo il fargli scontare la meritata pena, prima di aderire alla dimanda, oppure di rimettere in un col reo gli atti del processo, affinchè possano questi servir di norma ai Tribunali dello Stato richiedente per fargli subire un proporzionato aumento di pena. La stessa cosa si osserverà quanto al reo di delitti commessi posteriormente nello Stato richiesto, se sono egualmente o più gravi di quello prima commesso nello Stato richiedente, ed in caso contrario, se ne accorderà la consegna.

VI.

La consegna degli inquisiti, o condannati, dovrà sempre formare l'oggetto di una dimanda officiale e diretta fra i due Go

verni: quanto ai condannati dovrà questa essere accompagnala da una copia della sentenza per semplice notizia, ed in ordine agli inquisiti basterà accennare il titolo del delitto.

In un col reo si dovranno sempre consegnare le copie dei processi che si fossero compilati prima della consegna, per le quali si corrisponderà la sola mercede delle scritture, e in un coi processi si trasmetteranno le armi, il danaro ed ogni altra cosa che vi abbia relazione, e servir possa di prova del delitto.

L'arresto de' rei potrà essere eseguito, anche sulla semplice richiesta di un Giudice od Autorità di polizia dei due Stati, specialmente qualora fossevi luogo a supporre che il delinquente tentasse sottrarsi con la fuga, e tanto l'Autorità subalterna requisita, quanto la richiedente dovranno immediatamente render conto del seguito arresto ai rispettivi loro Governi. Le consegne si effettueranno per via di via di mare, col mezzo d'imbarcazioni da concertarsi fra i due Governi all'occasione d'ogni consegna.

VII.

Le robe sì furtive che non furtive, le quali nel corso del processo si riconoscerà appartenere a terze persone, dovranno, dopo che se ne sarà fatto l'uso opportuno nel processo, restituirsi ai proprietarii senza spesa, tuttavolta che, avendo fatto constare delle loro ragioni per mezzo di legittime prove avanti il Giudice della causa, od avanti il Giudice competente del luogo di loro abitazione, abbiano su di ciò riportato favorevole decreto.

Delle robe proprie dei malfattori, e che appresso di essi si troveranno, si disporrà secondo le leggi dello Stato, dove seguirà l'esecuzione della condanna.

VIII.

Il Governo, che giusta la presente convenzione sarà nel caso di essere legittimamente richiesto della consegna di qualche condannato od inquisito, non potrà fargli grazia, nè concedergli salvocondotto od impunità, eccettuati quei salvocondotti che si accordano per la prova di altri delitti, secondo le regole e pratiche criminali, i quali però non meno che quelli che fossero altrimenti accordati ai suddetti rei, dovranno essere ritirati, e di nessun valore, venendo i medesimi dall'altro Governo giustamente reclamati.

Quando la consegna non avrà luogo per essere il reo in uno dei casi contemplati dall'art. IV, non potrà concederglisi grazia, nè impunità, se non se d'intelligenza e coll'adesione dell'altro Governo.

IX.

Venendo l'una delle Parti contraenti a richiedere l'altra per la consegna d'individui non sudditi, nè domiciliati, rei di delitti commessi fuori dei rispettivi Stati, pei quali sia luogo a procedere nello Stato richiedente, si riservano i Governi di accordare o no tale consegna, avuta considerazione ai concordati vigenti con altri Dominii, ed alle qualità o circostanze del delitto.

X.

La spesa pel mantenimento de' rei dal punto del loro arresto sino a quello della consegna sarà a carico del Governo richiedente, e si regolerà sullo stesso piede fissato per gli altri detenuti nello Stato richiesto, salvo quelle maggiori spese che la qualità e circostanza delle persone od altri motivi esigessero,

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