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XIV.

1838, 6 juin.

TURIN

Convention entre S. M. le Roi de Sardaigne et S. M. l'Empereur d'Autriche pour l'extradition réciproque des malfaiteurs.

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Carlo Alberto per grazia di Dio Re di Sardegna, di Cipro e di Gerusalemme, Duca di Savoia, di Genova, ecc. Principe di Piemonte, ecc. ecc. ecc.

A tutti coloro che le presenti vedranno, salute: Il Conte Clemente Solaro della Margherita, Nostro Primo Segretario di Stato per gli affari esteri, avendo in dipendenza di speciali Nostri poteri, ed unitamente al Conte Lazzaro Ferdinando Brunetti, Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario di Sua Maestà l' Imperatore d'Austria, anche munito di speciali pieni poteri, conchiuso e firmato il 6 di giugno prossimo passato la convenzione per l'arresto e reciproca consegna de' rei e malviventi del tenore seguente :

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Sua Maestà il Re di Sardegna e Sua Maestà l' Imperatore d'Austria, persuasi del pari che ricusare asilo ne' loro Stati ai rei egli è porre un freno salutare ai delitti, e togliere, insieme colla speranza dell' impunità, un incentivo a commetterli; e convinti altresì che il far arrestare e consegnare i rei medesimi a quei Tribunali, alla cui giurisdizione sono essi naturalmente soggetti, è provvedere utilmente alla sicurezza pubblica, coadiuvare la retta amministrazione della giustizia, e cooperare al mantenimento dell'ordine sociale e civile, sono venuti di comune

accordo nella determinazione di regolare per mezzo di apposite stipulazioni l'esercizio di questo reciproco uffizio, ed hanno perciò rispettivamente munito delle loro plenipotenze,

Sua Maestà il Re di Sardegna, il signor Conte Clemente Solaro della Margarita, Cavaliere Gran Croce decorato del Gran Cordone dell'Ordine Reale e Militare de' Santi Maurizio e LazGran Croce del Real Ordine Americano d'Isabella la Cattolica, Cavaliere dell'Ordine Pontificio di Cristo, suo Primo Segretario di Stato per gli affari esteri, e

zaro

Sua Maestà l'Imperatore d'Austria, il signor Conte Lazzaro Ferdinando Brunetti, Cavaliere di prima classe dell' Imperiale Ordine Austriaco della Corona di Ferro, Commendatore dell'Ordine Reale di S. Stefano d'Ungheria, Gran Croce dell'Ordine Reale di Carlo III di Spagna, e dell'Ordine del Danebrog di Danimarca, suo Ciambellano e Consigliere intimo attuale, ed Inviato Straordinario e Ministro Plenipotenziario presso Sua Maestà il Re di Sardegna ;

I quali dopo aver cambiato le loro plenipotenze, da loro trovate in debita forma, hanno convenuto nei seguenti articoli:

I.

Chiunque negli Stati di Sua Maestà il Re di Sardegna sia imputato o siasi reso colpevole di un'azione delittuosa punita dalle leggi in essi vigenti con una pena non minore di due anni di catena, od altra afflittiva per egual tempo, e superiore a quella del carcere; e chiunque negli Stati di Sua Maestà l'Imperatore d'Austria sia imputato o siasi reso colpevole di un'azione qualificata come delitto dal Codice penale Austriaco, sarà arrestato e consegnato ai Tribunali di quello dei due suddetti Stati, sul territorio del quale il delitto sarà stato commesso.

II.

Si procederà all' arresto dei colpevoli e degli imputati non solo in conseguenza della domanda del Tribunale di quello dei due Stati, sul cui territorio il delitto sarà stato commesso, ma anche ex officio. La consegna poi di essi formerà sempre l'oggetto di una domanda diretta ed ufficiale fra i due Governi, e dovrà effettuarsi al confine dei due Stati.

Una tal domanda si farà colla trasmissione della sentenza per semplice notizia rispetto ai condannati, e coll'accennare soltanto il delitto rispetto ai semplici imputati.

III.

In niun caso, nè per verun motivo le Alte Parti contraenti saranno obbligate ad accordare la consegna dei proprii sudditi.

Se dunque un suddito di una di esse, dopo di aver commesso negli Stati dell'altra un delitto, fosse ritornato in patria, non dovrà essere consegnato, ma si procederà contro di lui ex of ficio dai Tribunali dello Stato al quale appartiene, e gli sarà inflitta, se v'ha luogo, la pena stabilita dalle leggi ivi vigenti, e perciò le Autorità dell'altro Stato dovranno comunicare ai detti Tribunali le informazioni ed atti relativi ai delitti, sia in originale coll' obbligo della restituzione, sia in copia autentica, non meno che ciò che costituisce il corpo del delitto, ed in generale ogni documento atto a procurare convinzione. La sentenza dovrà essere comunicata dall' uno all' altro Governo per semplice notizia.

IV.

Succedendo che il reo, il quale, giusta le precedenti dispo

sizioni debbe essere consegnato, abbia preso servizio militare nello Stato dove si è rifuggito, egli è qui convenuto che il Governo richiedente sborserà a quello richiesto lire cento piemontesi, o fiorini quaranta, moneta austriaca, di convenzione, a titolo di compenso delle spese di arruolamento od ingaggio, di

vestimenta e simili.

V.

Ove uno dei due Governi richiedesse la consegna di qualche individuo, che avesse commesso un delitto fuori dei loro territorii, pel quale vi avesse luogo a procedere nello Stato richiedente, si riservano le Alte Parti contraenti di accordarne o no la consegna, avuto riguardo ai concordati vigenti con altri Dominii, ed alle qualità e circostanze del delitto.

VI.

Chiedendosi la consegna di taluno, che avesse anteriormente delinquito nello Stato richiesto, sarà in facoltà del medesimo il fargli scontare la meritata pena, prima di aderire alla dimanda, oppure di consegnare in un col reo gli atti del processo, affinchè possano questi servir di norma ai Tribunali dello Stato richiedente per fargli subire un proporzionato aumento di pena. La stessa cosa si osserverà rispetto al reo di delitti commessi posteriormente nello Stato richiesto, se sono egualmente o più gravi di quello prima commesso nello Stato richiedente, ed in caso contrario, se ne accorderà la consegna.

VII.

Se prima della consegna fosse stato dai pubblici funzionari

o

dello Stato in cui sarà seguito l'arresto, compilato processo, 0: fossero stati fatti altri atti per accertare il corpo del delitto, saranno consegnati al Dominio richiedente, dal quale non si esigerà che la sola mercede della scrittura, ed in un coi pro-. cessi ed atti dovranno consegnarsi le armi, il danaro ed ogni, altra cosa che vi abbia relazione.

VIII.

Le robe tanto furtive, quanto non furtive, le quali nel corso del processo si riconoscerà appartenere a terze persone, dovranno, dopo che se ne sarà fatto l'uso opportuno nel processo medesimo, restituirsi ai proprietari senza spesa, tuttavolta che, avendo fatto constare delle loro ragioni per mezzo di legittime. prove avanti il Giudice competente del luogo di loro abitazione, od avanti quello della causa, abbiano su di ciò riportato favorevole decreto.

Delle robe proprie dei malfattori, e che presso di essi si troveranno, si disporrà secondo le leggi dello Stato, dove seguirà l'esecuzione della condanna.

IX.

Rispetto all'arresto dei malfattori, le competenti Autorità giudiziarie, ed anche gli Uffiziali di polizia dei due Stati potranno intendersi fra loro, e farlo eseguire coll'obbligo di renderne subito avvertito il Governo, da cui dipendono, affinchè si possa procedere o chiedere od accordare, se vi ha luogo, la consegna dell' arrestato.

X.

Il Governo, che giusta la presente convenzione si troverà nel

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